Piattaforme contro editori. Chi ha ragione?

Il parlamento australiano ha approvato una legge che costringe i colossi del web a pagare gli editori per i contenuti condivisi attraverso le loro piattaforme: un modello che potrebbe presto essere replicato in Europa. Prevede accordi economici tra aziende come Google e Facebook e gli editori, ma è tutto da vedere quanto potere negoziale avranno questi ultimi. “Ormai non sono più gli editori, ma l’algoritmo, a decidere la gerarchia delle notizie”, dice Walter Quattrociocchi, esperto di analisi dei dati dell’università La Sapienza. Conduce Ilario Piagnerelli.

La puntata di Checkpoint del 25 febbraio

Il processo a Koblenz in Germania per crimini contro l’umanità contro due ex ufficiali del regime siriano. Dopo una prima condanna a quattro anni e mezzo per Eyad Al Gharib, cosa altro potrebbe uscirne? E quanto questa “Norimberga” siriana potrà costituire un precedente fondamentale nella lotta all’ impunità in Siria o come strumento di pressione diplomatica?
Andiamo poi in Repubblica democratica del Congo dai nostri inviati Veronica FErnandes e Andrea Vaccarella per le novità nell’inchiesta sull’attacco in cui hanno trovato la morte l’ ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista.
Conduce Laura Tangherlini

0 vaccini per la Moldavia in bilico fra Ue e Russia

 
Andiamo alle porte dell’UE nel paese che non ha bisogno di lottare per la distribuzione dei vaccini perché non ci sono. La Moldavia, 3.5 milioni di abitanti, 1 milione vive all’estero. Scossa nel 2015 da una frode bancaria che fece sparire un miliardo di dollari, pari a circa il 15 percento del Pil. La sua fragile economia si regge principalmente sulle rimesse dell’oltre 40 percento della popolazione emigrata all’estero in cerca di migliori condizioni di vita. Covid 19 lascia nel limbo anche colf e badanti bloccate fra la scelta di salvare il posto di lavoro o tornare in famiglia e perderlo. Per capire la situazione sanitaria del paese parliamo con Ludmila Furtuna, dottoressa in collegamento da Chisinau

Conduce: Marina Lalovic

Milizie e miniere. La terra che ha ucciso l’ambasciatore

“Se l’Africa fosse una pistola, il Congo sarebbe il grilletto”, disse l’antropologo Frantz Fanon. E il grilletto del Congo, rilancia Jean-Leonard Touadi, è il Nord Kivu. Il politologo, giornalista e scrittore ci racconta quanto sia instabile e pericolosa questa regione dei Grandi laghi, dove hanno trovato la morte l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista del convoglio Mustapha Milambo. Sebbene il governo locale abbia subito puntato il dito contro i ribelli ruandesi, sono decine i gruppi armati capaci di un gesto del genere. E’ l’eredità di una guerra praticamente infinita, in una terra che fa gola a molti per le sue risorse preziose. Conduce Ilario Piagnerelli.

Dimenticare una strage, ricordare il carnefice

In Etiopia Yekatit 12 – la data nel calendario etiope che corrisponde al 19 febbraio – si commemora il massacro di Addis Abeba compiuto dal regime coloniale italiano: almeno 30 mila persone uccise in tre giorni di terrore nel 1937, una rappresaglia per il fallito attentato a Rodolfo Graziani, già noto come il macellaio del Fezzan e promosso vicere. In Etiopia è una giornata di lutto nazionale, in Italia è una data dimenticata e la proposta di legge di trasformarla in giorno della memoria delle vittime italiane del colonialismo è finita nel nulla mentre ad Affile resta in piedi il monumento dedicato al principale responsabile della strage, Graziani. Dagmawi Yimer – regista etiope che da anni vive a Verona e ha dedicato la maggior parte dei suoi documentari alla memoria e alle migrazioni – spiega le conseguenze di questa rimozione nella politica di oggi. Francesco Strazzari – docente della Scuola Superiore Sant’Anna – traccia un parallelo con le atrocità jihadiste.

Spose dell’ISIS: vittime o carnefici?

Omicidi ed esecuzioni all’interno del campo profughi di Al Hol, nel nordest della Siria: a Checkpoint Sara Montinaro – scrittrice e attivista per i diritti umani, che ha più volte operato nel Rojava e nel Kurdistan iracheno – racconta la vita delle mogli e dei figli dei miliziani dell’ISIS, con le incognite sul loro futuro

Conduce Ilario Piagnerelli

Repubblica Centrafricana: perché la Russia vuole mettere le mani su un Paese allo stremo

L’esercito governativo riesce a mantenere il controllo della capitale Bangui solo grazie al supporto delle forze di supporto inviate dal Rwanda e dalla Russia – il tornaconto è economico e passa principalmente dallo sfruttamento delle risorse minerarie. Il resto della Repubblica Centrafricana è in mano ai ribelli che hanno chiuso l’unica via da cui è possibile fare arrivare cibo e beni di prima necessità. Risultato: i prezzi dei generi sono triplicati e – come ci ha raccontato Filippo Rossi, tra i pochi giornalisti ad essere entrato nel Paese – migliaia di persone riescono a fare un pasto solo ogni due giorni. Mentre qui l’emergenza Covid passa in secondo piano, nel vicino Camerun – governato dal Paul Biya, 88 anni, il leader africano da più tempo al potere – è diventato l’ennesimo strumento di repressione del dissenso. Lo ha spiegato Ilaria Allegrozzi, ricercatrice senior di Human Rights Watch, che a causa dei suoi report di denuncia delle violazioni di diritti umani è stata bandita dal Paese.

Myanmar: proteste, repressione e censura

Migliaia manifestano contro il golpe militare. Carri armati e proiettili per disperdere i cortei, ma non cede il dissenso contro la giunta dei militari. In piazza si scende anche con pentole e padelle. Intanto la comunità internazionale è divisa e il Consiglio di Sicurezza Onu non parla la stessa voce. A Checkpoint le voci della protesta e l’analisi di Emanuele Giordana.

Conduce Emma Farnè

Ungheria: libertà di stampa in crisi

L’ultima radio indipendente dell’Ungheria – la storica emittente Klubrádio – è obbligata a cessare le trasmissioni alla mezzanotte del 14 febbraio: l’autorità governativa sui media ha respinto l’ultimo ricorso. A Checkpoint due giornalisti raccontano da Budapest la loro esperienza, dal licenziamento all’iniziativa di rilanciare il proprio lavoro grazie alle donazioni di lettori che reclamano un giornalismo indipendente.

Conduce Emma Farnè

Cina: aspettando il Capodanno Lunare

Il 12 febbraio si festeggia il Capodanno Lunare. Smentendo la teoria della “fuga dal laboratorio”, i dati raccolti dalla delegazione dell’Oms a Wuhan portano a concludere che l’origine del coronavirus è animale. Si tratta di una vittoria dal punto di vista delle pubbliche relazioni per la Cina – che si è inizialmente opposta alla visita dell’OMS. Ne abbiamo parlato con Giada Messetti, sinologa, autrice del libro “Nella testa del dragone:identità e ambizioni della Nuova Cina”, Mondadori editore.
E poi l’importanza della Cina nella politica estera degli USA con la nuova amministrazione Biden
Sentiamo l’intervista di Emma Farnè all’ambasciatore cinese in Italia Li Junhua

Conduce Marina Lalovic