Afghanistan. Le strage delle bambine e le incognite del ritiro Usa

La più lunga guerra dell’America sta per finire. Le truppe si preparano al ritiro definitivo dell’11 settembre, data simbolica scelta da Joe Biden. Ma l’Afghanistan è pronto? In un rapporto di intelligence fatto “declassificare” da una senatrice democratica, si ammette che i talebani potrebbero riportare il Paese indietro di vent’anni, segregando le donne, negando l’educazione alle bambine, autorizzando i matrimoni infantili e il diritto d’onore. Sono gli stessi timori di 16 milioni di donne afghane, di cui ci parla Huma Saeed, accademica afghana dell’università di Lovanio in Belgio. Con Giuliano Battiston, giornalista esperto dell’Afghanistan, analizziamo i rapporti tra le forze in campo all’indomani dall’odiosa strage di studentesse a Kabul.
Conduce Ilario Piagnerelli

La violenza in Colombia

Dal 28 aprile la Colombia è attraversata da forti proteste per la riforma fiscale, annunciata e poi ritirata, dal presidente Iván Duque. Si stima che sono almeno 37 i morti e centinaia gli scomparsi. Le proteste erano iniziate per contestare una proposta di riforma fiscale, ma sono presto diventate qualcosa di diverso e più grande, dirette contro l’intero operato del governo. Al momento si stima che il 43 per cento della popolazione sia povero, il 7 per cento in più rispetto al periodo pre-pandemia, e nell’ultimo anno 2,8 milioni di persone sono finite in condizione di estrema povertà: cioè quella di chi guadagna meno di 145mila pesos al mese, circa 32 euro.

Parliamo con Alessandro Rampietti, corrispondente di Al Jazeera in Colombia

Conduce Marina Lalovic

Brexit. Acque agitate nella Manica

I pescatori francesi manifestano in mare, Parigi minaccia di staccare la corrente all’isola di Jersey, Londra invia due navi da guerra. Il tutto fa pensare che Brexit sia stata solo l’inizio e non la fine di un periodo di tensioni e controversie, forse sinora anestetizzate dalla crisi pandemica. Intanto il Regno Unito è andato al voto per una serie di elezioni locali, tra cui quelle per il sindaco di Londra e per il parlamento della Scozia. Se riconfermata, la premier Nicola Sturgeon promette un nuovo referendum per l’indipendenza di Edimburgo e il reingresso nell’Unione europea. Abbiamo fatto il punto con Maurizio Carta, giornalista di News Alliance e TPI. Conduce Ilario Piagnerelli.

I numeri della pandemia in Russia

A mancare all’appello in Russia dopo 12 mesi di pandemia sono 460 mila persone secondo Rosstat, l’istituto nazionale di statistica del paese. E poi le sanzioni ai vertici europei, Navalny e le prospettive politiche dell’opposizione nel paese.

Parliamo con Anna Zafesova, giornalista esperta in questioni russe

Conduce Marina Lalovic

Palestina senza elezioni

Niente urne per i palestinesi, il presidente dell’Anp Abu Mazen le rinvia a tempo indeterminato. Delusione e rabbia in Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est. Protestano i giovani: molti non hanno mai visto un’urna, le ultime consultazioni risalgono al 2006.

E poi, la campagna vaccinale in Israele: le riaperture di Tel Aviv nel racconto di Fabiana Magrì.

Ospite Claudia De Martino, ricercatrice Unimed.

Conduce Emma Farnè

India. Tutte le colpe del populista Modi

L’India in ginocchio per la seconda ondata. Mentre il mondo si mobilita, il governo di Narendra Modi chiama l’esercito a gestire le unità di terapia intensiva. Ma a questo punto si è arrivati anche a causa di una catena di errori e scelte dello stesso Modi. Dopo una prima fase virtuosa, il 75 leader populista vicino all’estremismo indù, si è mostrato più attento al consenso elettorale che al contrasto della pandemia di covid-19, ci spiega Ugo Tramballi, editorialista del Sole24Ore e senior advisor di ISPI. In questa puntata anche il reportage esclusivo dell’inviato della CNN Sam Kiley dalla terapia intensiva del Batra Hospital, un ospedale di Nuova Delhi considerato di alto livello ma come tutti colpito dalla tragica penuria di ossigeno.