Myanmar: proteste, repressione e censura

Migliaia manifestano contro il golpe militare. Carri armati e proiettili per disperdere i cortei, ma non cede il dissenso contro la giunta dei militari. In piazza si scende anche con pentole e padelle. Intanto la comunità internazionale è divisa e il Consiglio di Sicurezza Onu non parla la stessa voce. A Checkpoint le voci della protesta e l’analisi di Emanuele Giordana.

Conduce Emma Farnè

Ungheria: libertà di stampa in crisi

L’ultima radio indipendente dell’Ungheria – la storica emittente Klubrádio – è obbligata a cessare le trasmissioni alla mezzanotte del 14 febbraio: l’autorità governativa sui media ha respinto l’ultimo ricorso. A Checkpoint due giornalisti raccontano da Budapest la loro esperienza, dal licenziamento all’iniziativa di rilanciare il proprio lavoro grazie alle donazioni di lettori che reclamano un giornalismo indipendente.

Conduce Emma Farnè

Cina: aspettando il Capodanno Lunare

Il 12 febbraio si festeggia il Capodanno Lunare. Smentendo la teoria della “fuga dal laboratorio”, i dati raccolti dalla delegazione dell’Oms a Wuhan portano a concludere che l’origine del coronavirus è animale. Si tratta di una vittoria dal punto di vista delle pubbliche relazioni per la Cina – che si è inizialmente opposta alla visita dell’OMS. Ne abbiamo parlato con Giada Messetti, sinologa, autrice del libro “Nella testa del dragone:identità e ambizioni della Nuova Cina”, Mondadori editore.
E poi l’importanza della Cina nella politica estera degli USA con la nuova amministrazione Biden
Sentiamo l’intervista di Emma Farnè all’ambasciatore cinese in Italia Li Junhua

Conduce Marina Lalovic

Impeachment 2. Trump colpevole dell’assalto al Congresso?

Storico secondo impeachment per Donald Trump. Il processo si è aperto in Senato, che come prevede la costituzione si trasforma in un vero e proprio tribunale. In un video proiettato in aula, i democratici ricostruiscono la cronologia dell’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio: mentre il parlamento certifica il risultato elettorale, Trump arringa il suo popolo. Nelle immagini, a ognuno dei passaggi più incendiari del suo discorso un crescente numero di sostenitori si sposta verso il Campidoglio. Lo scopo dei dem è dimostrare il nesso causa-effetto tra frasi come “marciamo su Pennsylvania Avenue” e l’assalto dei facinorosi al tempio della democrazia. Il capo d’accusa infatti è: “incitamento all’insurrezione”. Una animazione prodotta dal News York Times dimostra, attraverso i tracciati dei cellulari dei manifestanti, che lo stesso popolo presente al comizio di Trump sciama abbastanza in fretta verso il Congresso. Anche stavolta, difficilmente la mozione passerà, essendo necessari i due terzi dell’assemblea. L’ex presidente è fiducioso e segue tutto dal resort di Mar a Lago, giocando a golf. Con Antonio Di Bella e Andrew Spannaus analizziamo i risvolti politici di questa fase. Potrebbe la probabile assoluzione addirittura rilanciare Trump come fulcro del partito repubblicano? Conduce Ilario Piagnerelli.

Il nazionalismo dei vaccini

L’apartheid dei vaccini oppure la peggiore crisi morale che il mondo sta affrontando. Sono alcune delle critiche del direttore generale dell’OMS in merito alla diseguaglianza nella distribuzione del vaccino contro il Covid19.
Secondo un rapporto dell’Economist i paesi ricchi potranno vaccinare la popolazione vulnerabile entro la fine di giugno. I paesi a reddito medio lo potranno farlo entro la fine del 2022. I paesi poveri completeranno la vaccinazione necessaria per il ritorno alla normalità solo nel 2023.
Di quale normalità parliamo quando parliamo dell’uguaglianza della distribuzione dei vaccini? Ce lo spiega Ellen ‘t Hoen, Direttrice del Medicines Law & Policy
Siamo andati anche in Serbia, alle porte dell’Unione Europea che ha adottato tutti e tre i tipi dei vaccini: Pfizer-BioNtech, Sputnik V e Sinopharm.
Ne abbiamo parlato con Lucia Rotta, corrispondente dell’agenzia Nova da Belgrado

Conduce Marina Lalovic

Somalia tra elezioni e memoria

Pesa l’incertezza sul voto nel paese africano, dove il 8 febbraio scade il mandato del presidente Mohamed Farmajo. Il vuoto di potere può alimentare la minaccia del terrorismo, in particolare di al Shabaab, come ha spiegato a Checkpoint Federico Donelli, ricercatore dell’Università di Genova, esperto del Corno d’Africa. Dall’estero la diaspora partecipa attivamente alla ricostruzione post-guerra civile e guarda con apprensione al percorso elettorale: Surer Mohamed figlia di una coppia di rifugiati, cresciuta in Canada, racconta perché insieme alla sorella ha creato un podcast sulla memoria individuale e collettiva di chi non può tornare in patria.
Conduce Veronica Fernandes

Turchia: continua la protesta degli studenti

Turchia dove da un mese si protesta contro la nomina del presidente turco Erdogan di un alleato politico Melih Bulu come rettore di una delle più prestigiose Università di Istanbul Boğaziçi. Almeno 250 persone a Istanbul e 70 ad Ankara sono state arrestate. 159 in un solo giorno. La stragrande maggioranza dei quali studenti, in scontri tra manifestanti e polizia che hanno segnato una delle più grandi manifestazioni di disordini civili in Turchia dal movimento Gezi Park del 2013.
Ne abbiamo parlato con SEVGI DOGAN, collaboratrice di scuola normale superiore di Pisa

Conduce Marina Lalovic

La Russia protesta per la condanna di Alexei Navalny

In un tribunale presidiato dalla polizia, alla presenza di 15 diplomatici e circa 80 giornalisti da tutto il mondo, l’oppositore russo Alexei Navalny è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di carcere con l’accusa di avere violato la libertà vigilata decisa a seguito di una precedente condanna.
A Mosca le forze dell’ordine hanno chiuso l’ingresso alla Piazza Rossa. Oltre 1400 i fermi.
Ne abbiamo parlato con Yuri Colombo, giornalista, ci parla da Mosca, collabora con la TV Svizzera, autore di La sfida di Putin. Come cambierà la Russia (Manifesto libri)
Con l’intervista di Emma Farnè a Zhanna Nemtsova, figlia del politico russo ucciso nel 2015 Boris Nemtsov

Le proteste contro la contestata legge anti aborto continuano in Polonia. Abbiamo parlato con Marta Lempart, attivista polacca per i diritti delle donne e la democrazia

Conduce Marina Lalovic

Potere e proteste

Democrazia in trappola nel Myanmar. A Checkpoint Francesco Buscemi, ricercatore alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sui possibili sviluppi del colpo di Stato militare. Russia : la condanna di Alexei Navalny indigna l’Europa. Turchia: la protesta degli studenti della prestigiosa Università di Istanbul contro le imposizioni di Ankara.

Conduce Daniele Lorenzetti

Stop alle armi a Riyad e Abu Dhabi. Cosa cambia ?

Lo stop alla vendita di armi ad Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, da parte di Stati Uniti ed Italia, che conseguenze avrà sulla guerra in Yemen? E cosa significa nel quadro delle relazioni tra gli Usa ed i suoi alleati strategici?  Quali altri Paesi potranno subire ripercussioni per il loro mancato rispetto dei diritti umani? Rispondono a questa domande gli ospiti Laura Silvia Battaglia, giornalista esperta di Yemen, e Francesco Vignarca, coordinatore nazionale della Rete Italiana per il Disarmo

Conduce Laura Tangherlini