Israele. Fragili equilibri, ma sempre più a destra

Il Likud del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, conquista 31 seggi alle elezioni, si conferma primo partito e con l’aiuto del liberista conservatore Naftali Bennett potrebbe raggiungere la maggioranza di 61 seggi necessaria per formare un governo di destra tra i più radicali che lo Stato ebraico abbia mai conosciuto. Ad appoggiare il premier, in sella da 12 anni, partiti ultra-ortodossi e ultra-nazionalisti. Sotto accusa per mala gestione della crisi covid-19 durante la prima fase della pandemia, l’eterno “Bibi” si è riscattato con la campagna vaccinale più efficace al mondo. Con Claudia De Martino, esperta di Medio Oriente, e Menachem Gantz, ex corrispondente dall’Italia del primo quotidiano israeliano e oggi consulente nei rapporti Italia-Israele, analizziamo i risvolti interni ed esteri del voto israeliano.

Il malcontento in Europa

Si protesta in Europa contro le nuove misure del lockdown, introdotte per affrontare la terza ondata del Covid19. Al malcontento dei cittadini si aggiunge anche la lentezza del processo vaccinale europeo. Siamo andati in Germania per capire le ragioni della campagna vaccinale poco efficiente anche nel paese che si contraddistingue per l’eccellenza organizzativa, all’indomani delle forti manifestazioni organizzate contro le restrizioni che rimarranno in vigore fino al 18 aprile.

Ne abbiamo parlato con Lorenzo Monfregola, giornalista, collabora con il Tascabile, Aspenia, in collegamento da Berlino

Conduce Marina Lalovic

Libia, dieci anni dopo l’intervento della Nato

A 10 anni dall’intervento della Nato in Libia torniamo in paese nordafricano per capire la situazione attuale anche con il nuovo governo di transizione appena insediatosi. Cosa è oggi la Libia, quali responsabilità della comunità internazionale e ci sarà lo spazio per una politica europea comune in futuro?

Ne abbiamo parlato con Nancy Porsia, giornalista, esperta di Libia

Conduce Marina Lalovic

Russia Stati Uniti: è guerra diplomatica?

E’ davvero crisi diplomatica tra Washington e Mosca dopo le dichiarazioni di Biden su Putin e l’attacco del segretario di Stato  americano Blinken al progetto geopolitico russo di costruzione del gasdotto Nord Stream 2? E cosa accadrà con l’Europa e la Cina nel prossimo futuro delle relazioni internazionali? Intanto l’Ema rassicura su efficacia e sicurezza di Astrazeneca, mentre negli Stati Uniti la vaccinazione procede a gonfie vele

 Conduce Laura Tangherlini

Vaccini in Europa: Tensioni, stop e ritardi

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Lo stop alle amministrazioni del vaccino Astrazeneca. I ritardi nelle consegne delle case farmaceutiche. Un piano vaccinazioni a rilento, mentre molti Paesi sono ancora in lockdown. Intanto si riaccende lo scontro tra l’Unione Europea e il Regno Unito per l’export di vaccini.

Ne abbiamo parlato con Sibilia Quilici, direttore esecutivo di Vaccines Europe, gruppo specializzato sui vaccini all’interno della Efpia, la federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche.

Conduce Emma Farnè

AstraZeneca, il “vaccino di Oxford” chiave del successo inglese

Il premier britannico Boris Johnson difende il vaccino anti-Covid di AstraZeneca: “E’ sicuro e lavora estremamente bene”. Nel Regno Unito il “vaccino di Oxford” è diventato una bandiera politica, spiega il prof. Andrea Mammone, storico della University of London. Sono 11 milioni i sudditi vaccinati con il preparato made in Britain, senza che venissero segnalati eventi avversi. Una parte della stampa britannica si chiede dunque se lo stop temporaneo imposto dall’Europa alle somministrazioni non sia una ritorsione europea per la Brexit. Di sicuro, grazie le preziose fiale della casa anglo-svedese, Johnson sta riuscendo a far dimenticare il triste primato nel numero di vittime del suo Paese.

La Siria, 10 anni dopo

Il 15 marzo 2011 furono organizzate le prime grandi proteste contro il regime del presidente Bashar al Assad: pacifiche e ispirate alle cosiddette “primavera arabe”. Cominciate dalla città siriana di Daraa e sfociate nella guerra in cui sono morte più di 380 mila persone e 6 milioni hanno dovuto lasciare il paese. Più di 200 mila persone risultano scomparse. A dieci anni di distanza, cosa è rimasto del paese devastato dalla guerra, bloccato ancora dalla grave crisi economica e umanitaria?

Ne abbiamo parlato con Fouad Roueiha, giornalista di origini siriane, Francesco Strazzari, professore delle relazioni internazionali della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e con Simone Del Curto, medico anestesista MSF

Conduce Marina Lalovic

Usa: la campagna elettorale è già iniziata

Le rancorose elezioni americane del 2020 hanno visto l’uscita di scena del presidente, uno dei più controversi della storia americana, Donald Trump. Un giorno in particolare entrerà nella storia di questa presidenza: 6 gennaio 2021 e l’assalto al palazzo del Congresso.

A distanza di due mesi, cosa rimane dell’assedio a Capitol Hill nella vita degli americani? Quanto gli Usa sono ancora divisi?

La strada è ancora lunga. La campagna elettorale è già ricominciata verso il midterm con la battaglia del gerrymandering: il metodo per ridisegnare i confini dei collegi elettorali maggioritari in modo da favorire i candidati di un partito. Quali traguardi elettorali per gli Usa?

Ne abbiamo parlato con Antonio di Bella, corrispondente Rai dagli Stati Uniti, ha appena pubblicato il libro, L’Assedio,, Washington, 06/01/2021, cronaca del giorno che ha cambiato la storia e con Oliviero Bergamini, vicedirettore Rai News 24, già corrispondente da New York, esperto delle questioni statunitensi

Conduce Marina Lalovic

AstraZeneca. Verità o psicosi? E intanto Sputnik prende il volo…


 
Difficile in questo momento stabilire la verità sui presunti gravi effetti collaterali del vaccino AstraZeneca: il preparato è stato vittima sin da subito di fake news ed errori di comunicazione. Quasi certo invece il privilegio, negato dal governo di Boris Johson, che secondo l’Unione europea il colosso anglo-svedese sta accordando al Regno Unito nelle forniture. Intanto Mosca approfitta delle difficoltà europee per promuovere il suo Sputnik V in tutto il mondo: un vaccino che in patria non decolla ma è stato distribuito in 39 Paesi, anche Ue. Ma quanto c’è di concreto e quanto invece di propaganda? Per promuovere Sputnik V il Cremlino ha mobilitato le ambasciate, i social e i siti allineati, che non mancano di gettare ombre sui vaccini occidentali. Facciamo il punto con Matteo Villa, analista dell’ISPI. Conduce Ilario Piagnerelli

I fantasmi di Fukushima

11 marzo 2011, le 14:46: un terremoto di magnitudo 9 scuote il nord est del Giappone. Dopo 50 minuti, la violenza dell’oceano: si sollevano onde oltre 20 metri sopra il livello del mare, l’acqua invade i reattori. Un incidente di grado 7, come Chernobyl. Uno dei massimi disastri nucleari nella storia mondiale. A dieci anni da quel disastro, molte delle aree colpite sono deserte. Il Paese ha ricostruito i villaggi devastati, ma in tanti stentano a tornare. E lo smantellamento della centrale procede a rilento. Dieci anni dopo, le voci di chi a Fukushima ha perso tutto, di chi vorrebbe tornare e di chi non ha più un posto dove stare. In studio, il racconto Takeshi Kitano, originario di Fukushima, e Emiliano Casalino, giornalista a Fukushima nel giorno del disastro. Conduce Emma Farnè